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Slim test

Torna in forma con lo slim test, funziona!

Torna in forma con lo slim test, funziona! - FARMACIA SEMERIA

Slimtest è una metodica di valutazione bioenergetica ed è utile nell'orientare all'individuazione del blocco metabolico e di possibili campi di disturbo alimentare. Questi disturbi possono rallentare il metabolismo provocando diversi disturbi, tra cui l'aumento di peso.

Grazie a SlimTest è dunque possibile individuare alcuni campi di disturbo alimentare che possono essere coinvolti nell'instaurarsi o nel persistere di alcuni disturbi metabolici localizzati, come ad esempio:


 - cellulite, ritenzione idrica, o adiposità localizzata
 - smagliature, rughe, o sovrappeso

Salvo i casi patologici normalmente l'aumento di peso avviene nel tempo come conseguenza di errori nutrizionali e stili di vita non adeguati associati a disturbi funzionali o a stress fisici/psichici eccessivi. Nel tempo, il corpo tende a compensare (anche il grasso è una compensazione) e non sempre l'alimento viene utilizzato come fonte nutrizionale energetica: fa che il tuo alimento non sia una zavorra. Da qui il suggerimento dello SlimTest.

 


Attraverso i dati dello SlimTest è possibile valutare gli alimenti che possono cambiare nel tempo il nostro metabolismo. Il test viene effettuato sul capello, per verificare la presenza di campi di disturbo da alimento, ovvero situazioni in cui l'organismo può utilizzare, e in particolare accumulare, un alimento in modo improprio.

 

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PERCHE' FARE LO SLIM TEST?

Solitamente chi cerca di perdere peso inizia un lungo percorso di diete fai da te o di rinunce che non sempre finisce come ci si aspetta: il più delle volte si assiste ad una parziale perdita di peso, seguita da un ritorno dei chili persi, a cui in breve tempo se ne aggiungono altri. Da questo momento il pensiero che inizia a farsi strada è cosa non si dovrebbe mangiare, la lotta quotidiana è con la bilancia, e piano piano si fa largo una sorta di frustrazione e di svalutazione che non ci lasceranno più. Inoltre più la situazione si cronicizza più si cercherà di fare, sempre di più, quello che ci ha portati a questo punto: aumentare i cibi che non si dovrebbero mangiare, distinguendo il mondo in cibi buoni e cibi cattivi.
Un risultato probabile che si potrà raggiungere in questo modo sarà che il pensiero che ci accompagna durante la giornata è il cibo, cioè cosa ci piacerebbe mangiare, ma non possiamo mangiare per via della "dieta", mentre il metabolismo, abituato a sempre meno calorie introdotte, potrebbe rallentare sempre più.
Forse l'unica soluzione per uscire da questo circolo vizioso sarebbe ricominciare a mangiare senza rinunciare a ciò che ci piace, cercando di capire solamente quando è meglio mangiare ciò che ci piace.

La prima regola dunque sarà ricominciare a concedersi piccole trasgressioni, ricordandosi che in genere, gli apporti energetici consigliati sono: 1800-2000 calorie per un maschio adulto; 1600-1800 calorie per una femmina adulta.

La seconda regola è imparare a mangiare. Normalmente il nostro organismo segue un ritmo giornaliero, detto circadiano, ovvero un ritmo di produzione ormonale che è adeguato all'attività che normalmente dobbiamo svolgere durante la giornata:

- al mattino normalmente prevalgono gli ormoni dello stress che ci permettono di produrre energia, e quindi di bruciare calorie, per essere attivi e competitivi: questa fase solitamente si prolunga dal risveglio sino alle 14-15 circa. Dovremmo approfittare di questa normale attività metabolica per fornire al nostro organismo energia pronta per essere bruciata, cioè dovremmo introdurre carboidrati: zuccheri rapidi e zuccheri lenti.
Sarebbe dunque fondamentale iniziare la giornata con una colazione ricca di zuccheri e che ci permetta di iniziare la giornata con energia: non solamente il caffè o il thè, ma anche e soprattutto zuccheri come marmellata, miele, frutta, cereali (possibilmente biologica). Dato che in questa fase della giornata si deve stimolare la produzione di energia sarebbe opportuno limitare il più possibile le proteine, che in questa fase della giornata verrebbero utilizzate solo marginalmente. Sarebbero dunque da evitare se possibile i cibi che contengono uova o latte (solitamente i dolci e la pasticceria) e gli affettati che potremo mangiare in un altro momento.
A metà mattinata, sarebbe necessario introdurre nuovamente energia con i carboidrati, preferibilmente mangiando della frutta fresca, evitando i succhi o gli spuntini.

 -  il pranzo se consumato prima delle 15, dovrebbe ancora fornire energia da bruciare, ma in modo molto più lento. Sarebbe necessario fornire soprattutto carboidrati lenti, contenuti nei cereali, grassi vegetali polinsaturi come l'olio d'oliva, e in minima parte carboidrati rapidi. Questo perché a partire dalle ore 15 circa iniziano a ridursi gli ormoni dello stress ed aumentano progressivamente gli ormoni utili per recuperare le energie spese e per ricostruire tutto ciò che è stato consumato: inizia cioè la fase di recupero e di assimilazione, che raggiungerà la sua attività massima durante il sonno. A pranzo dovremo dunque concederci un primo a base di pasta di grano o di mais o di riso, molta verdura cruda, pane, e potremo scegliere di concederci anche una piccola trasgressione dolce.

 - il pomeriggio, dopo le 15 sarebbe importante evitare di assumere carboidrati e si potrebbero assumere prevalentemente proteine: dolci, farine, zucchero, frutta, verdure particolarmente ricche di amidi come le patate o le carote sarebbe opportuno evitarli dopo le 15, mentre si potrebbero mangiare le proteine animali o vegetali. A metà pomeriggio dunque si potrà fare uno spuntino a base di proteine.

 -  la cena potrebbe essere preparata sulla base di proteine, verdura cotta ad eccezione delle carote e delle patate, grassi vegetali polinsaturi. Si potrebbero evitare il pane, i farinacei, la frutta, gli alcolici, e si potrebbe cercare di ruotare il più possibile i tipi di proteine, alternando carni rosse, carni bianche, pesce, legumi, formaggi, uova, …

Fatte queste premesse è possibile accelerare il recupero della forma fisica e del benessere sospendendo per alcuni mesi (2-3) determinati alimenti in funzione della reattività individuale prevalente e di eventuali campi di disturbo alimentari individuati con lo SlimTest.

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