Tarassaco capsule

Tarassaco capsule

Tarassaco capsule - FARMACIA SEMERIA

Preparazione galenica erboristica a base di Tarassaco 400 mg. Il Tarassaco, o Taraxacum officinale, è una pianta erbacea diffusa in quasi tutti i Paesi temperati del mondo, dove fiorisce da febbraio a maggio. E' conosciuto anche con il nome di "Dente di leone" o Soffione o Piscialetto. Ha proprietà medicinali conosciute sin dall'antichità: infatti taraxakos in greco significa “io guarisco”.

COMPOSIZIONE

Tarassaco radix ES titolato al 2% in inulina 400 mg, eccipiente Nolat.

PROPRIETA'

Coadiuvante nel favorire la produzione di bile; azione favorente il transito intestinale; azione favorente l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

L’aumento nella produzione di bile è la causa dell’azione favorente il transito intestinale; infatti la bile fa aumentare i movimenti intestinali. La ricchezza di inulina del tarassaco aiuta a mantenere attiva la flora batterica e quindi il benessere di tutto l’organismo. L’inulina infatti viene considerata un prebiotico, cioè una sostanza capace di favorire il benessere della flora batterica positiva (Lactobacillus e Bifidus) a scapito di quella non positiva (Enterobacteriaceae in genere). 

 La medicina popolare consiglia il tarassaco come diuretico, per depurare il fegato, contro i reumatismi, la gotta e la formazione dei calcoli alla cistifellea.

Oggi si sa che è utile in casi di problemi digestivi e di insufficienza epatica e biliare, disturbi del funzionamento della cistifellea, epatite e cirrosi.

CONTROINDICAZIONI

Controindicato in gravidanza ed allattamento, in caso di gastrite e ulcera peptica.

MODALITA' D'USO

Una capsula due volte al giorno.

Dove acquistare, comprare il Tarassaci in capsule?Noi facciamo una preparazione galenica erboristica di Tarassaco da 400 mg e si può acquistare alla seguente pagina http://www.farmaciasemeria.it/1/catalogo_3095797.html?product=128430

Studi sull'attività antitumorale del Tarassaco

Le proprietà antitumorali del Taraxacum officinale

Il primo studio sull’attività antitumorale del Taraxacum officinale risale al 1980 ed è da attribuirsi ai ricercatori giapponesi Kensuke Baba, Shigeru Abe e Denichi Mizuno dell’Università di Tokyo, dal titolo “Attività antitumorale dell’estratto in acqua calda di Tarassaco, Taraxacum officinale – Correlazione tra attività antitumorale e tempi di somministrazione – “. Un estratto ottenuto da un infuso non dializzabile della pianta in acqua calda con attività antitumorale è stato isolato dal Taraxacum officinale. L’estratto ha dimostrato un effetto antitumorale nel sistema dei tumori allogeneico di ddY-Ehrlich, e in quello singeneico, C3H/He62-MM46, con iniezioni intraperitoneali di 30 o 40 mg/kg in fase più avanzata, da 11 a 20 giorni (ogni giorno), o da 2 a 20 giorni (a giorni alterni) se al giorno 0 le cellule tumorali sono state inoculate sottocute. Ma non ha inibito la crescita tumorale con l’iniezione nella fase precoce (da 1 a 10 giorni) in entrambi i sistemi di cui sopra. L’efficacia in caso di iniezione in fase avanzata è stata osservata con altri immunopotenziatori con attività antitumorale cioè lentinano e mannano da lievito. Particolarmente nel sistema tumorale singeneico C3H/He-MM46, entrambe le sostanze mostrarono una forte attività antitumorale con l’iniezione sia in fase avanzata (11-20 giorni) che in quella precoce (1-10 giorni). E nel sistema tumorale allogeneico ddYEhrlich, entrambi gli agenti dimostrarono quasi la stessa forte attività antitumorale, indipendentemente dai tempi di somministrazione. Quindi nessuna chiara evidenza è stata osservata nell’attività antitumorale dovuta ai tempi di somministrazione.

Per quanto riguarda il meccanismo dell’azione inibente la crescita tumorale, l’estratto mostrò l’attivazione citolitica dei macrofagi nei macrofagi anticorpo-dipendenti mediatori della citolisi e miglioramento della reazione di ipersensibilità ritardata antitumorale nei sistemi tumorali singeneico C3H/He-MM46 e allogeneico di ddY-Ehrlich. Questo suggerisce che l’estratto è simile ai polisaccaridi antitumorali come il lentinano nel meccanismo di azione antitumorale.

Uno studio del 200465 ha investigato l’effetto dell’estratto fluido ottenuto dalle parti aeree di taraxacum officinale (Taraxacum herba), sulla citotossicità e produzione di citochine nella linea cellulare dell’epatoma umano (Hep G2). L’estratto di tarassaco ha causato una riduzione in modo dipendente dal tempo e parzialmente dipendente dalla dose della vitalità cellulare del 26%. Inoltre, nelle cellule trattate con 0,2 mg/mL di estratto per 48 ore, è stata osservata la massima secrezione di TNF-a ( Fattore di necrosi tumorale alfa) e IL 1a.

L’aumentata quantità di TNF-a66 e IL 1a hanno contribuito all’apoptosi indotta dall’estratto di tarassaco, la quale era quasi completamente neutralizzata dall’aggiunta di anticorpi anti TNF-a e IL 1a. Questi risultati suggeriscono che l’estratto induce citotossicità attraverso la secrezione di TNF-a e IL 1a nelle cellule Hep G2. Come conseguenza dell’indotta secrezione di TNF-a, è stata osservata l’aumentata produzione di ossido nitrico dall’interferone-? ricombinato, innescato nei macrofagi peritoneali dei topi.

L’ossido nitrico ha ricevuto una crescente attenzione come potente molecola macrofago derivata contro i tumori.

Uno studio molto recente, (pubblicato nel 2008) e particolarmente significativo sulle proprietà antitumorali del Tarassaco, è stato condotto da ricercatori dei Laboratori di ricerca biochimica e biomedica, chimica ambientale e chimica medicinale e organica, del Dipartimento di Chimica del New Mexico Tech di Socorro, NM, insieme a ricercatori dell’Università del New Mexico, Albuquerque, U.S.A., supportati dall’Istituto Nazionale di Sanità degli Stati Uniti70.

Sono stati indagati separatamente, estratti ottenuti da foglie, fiori e radici di Taraxacum officinale, per testare le loro proprietà anti proliferazione e invasione tumorale.

Ognuno degli estratti acquosi è stato preparato lasciando a macerare in acqua per 24 ore a temperatura ambiente, 75 grammi di pianta secca. Successivamente la mistura è stata filtrata per rimuovere le particelle residue, liofilizzata, e la polvere risultante è stata stoccata in essiccatore a 4° C.

Gli estratti così ottenuti sono stati testati per valutare il grado di inibizione della crescita tumorale e l’effetto anti invasivo del T.O. sulle cellule MCF-7/AZ, una variante della famiglia delle cellule del carcinoma umano mammario, e su cellule LNCaP C4-2B, ovvero del cancro della prostata.

Entrambe le linee cellulari sono state esposte ad una crescente concentrazione di DFE (estratto di fiori), DLE (estratto di foglie) e DRE (estratto di radici) di Taraxacum officinale per 24 ore. L’estratto di fiori ha provocato una diminuzione della vitalità delle cellule LNCaP C4-2B da 60,5 a 50 µg/ml, mentre non ha influenzato la vitalità cellulare delle cellule MCF-7/AZ. Gli estratti di foglie e radici hanno influenzato entrambe le linee cellulari, ma DRE si è dimostrato più tossico di DLE, lasciando solo il 50% di cellule vitali alla concentrazione di 50µg/ml rispetto ai 180 µg/ml degli estratti delle foglie.

La crescita delle cellule MCF-7/AZ del carcinoma del seno è stata inibita del 40% dagli estratti di DLE dopo 96 ore di trattamento, mentre non si sono osservati effetti significativi sulla crescita delle cellule LNCaP C4-2B. DFE e DRE invece, non hanno influenzato la crescita di entrambe le linee cellulari. Questo è dimostrato dal fatto che è stata riscontrata una diminuzione dell’attività delle ERK (chinasi di regolazione del segnale extracellulare) comparata con i gruppi di controllo, dopo l’esposizione delle MCF-7/AZ al DLE, mentre non sono stati osservati cambiamenti nei livelli di fosforilazione delle ERK quando le cellule sono state sottoposte alle DFE e DRE. L’inibizione delle ERK è un dato significativo essendo l’attività di queste chinasi della regolazione del segnale extracellulare una condizione determinante nel percorso MAPK (chinasi di attivazione della mitosi proteica) coinvolte nella sopravvivenza, differenziazione e crescita cellulare.

L’inibizione della proliferazione delle cellule tumorali attraverso gli estratti di T.O. è stata segnalata in precedenza ed è risultata essere dovuta ai triterpenoidi e sesquiterpeni.

Dal momento che questi composti sono presenti anche nelle radici, e nessun effetto del DRE è stato osservato sulla crescita di entrambe le linee cellulari, i risultati della ricerca suggeriscono che l’effetto inibitore possa risultare dai composti fenolici che nelle foglie del tarassaco sono caratterizzati da più elevate quantità di acidi polifenolici e flavonoidi.

Questo è stato avvalorato da numerosi studi che descrivono gli effetti di questi ultimi componenti, in particolare dei polifenoli, sulla proliferazione delle cellule tumorali. L’effetto anti invasivo dei vari estratti di T.O. è stato indagato usando il test di invasione del collagene di tipo I. Le cellule cancerose sono state seminate nel gel ottenuto dal collagene di tipo I e incubate per 24 ore a 37° C in presenza o assenza di differenti estratti di T.O. Sono state contate le cellule penetrate nel gel o rimaste in superficie, usando un microscopio invertito ed espresse come indice di invasione, essendo la percentuale di invasione cellulare superiore al numero totale di cellule. È stato dimostrato che DRE blocca l’invasione delle cellule MCF-7/AZ nello strato di collagene, mentre DFE e DLE non presentano gli stessi effetti sulle cellule MCF-7/AZ. Diversamente, l’invasione delle cellule LNCaP C4-2B nel collagene di tipo I potrebbe essere bloccata dal trattamento con DLE e non da quello con DFE e DRE. L’effetto anti invasivo di DRE e DLE è dimostrato anche dal diminuito livello di attività delle MMP-2 e MMP-9. Infatti l’analisi zimografica ha rilevato che questi due estratti inibiscono l’attività gelatinolitica delle MMP-2 e MMP-9, essendo ormai assodato che l’attività enzimatica di queste metalloproteinasi è correlata con la cancerogenicità e la capacità metastatica delle cellule tumorali. Queste osservazioni sono risultate essere mediate attraverso l’inibizione rapida (5-10 min.) di elevati livelli di attività di entrambe le FAK (chinasi di adesione focale) e src (tirosin chinasi src – pronuncia “sarc”). Infatti i trasduttori di segnali FAK e src contribuiscono alla secrezione delle MMP-2 e 9, e i livelli di attività sono stati trovati elevati nelle cellule invasive MCF-7/AZ e LNCaP C4-2B.

Questo è il primo studio effettuato a riportare l’attività anti invasiva degli estratti del genere taraxacum, e in particolare del T.O.

L’esatta ragione per la riduzione dell’invasione non può essere al momento spiegata, così come molti dei componenti noti nelle radici e nelle foglie possono contribuire agli effetti osservati e questi dipendono anche dalla composizione degli estratti delle specie studiate.

Altre analisi sui singoli principi attivi potranno essere utili per chiarire l’effetto antiproliferativo di DLE sulle cellule MCF-7/AZ e la differenza di effetto dei DRE e DLE sul comportamento invasivo delle cellule MCF-7/AZ e LNCaP C4-2B.

Le piante medicinali, specialmente quelle usate nella MTC, si sono rivelate importanti nella cura del cancro e rappresentano una fonte preziosa per la scoperta delle piccole molecole che inibiscono il segnale bersaglio di trasduzione delle proteine, ad esempio le chinasi, che modulano la proliferazione e l’invasione delle cellule cancerose.

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Il presente testo è stato estratto dal sito www.scuolanaturopatia.org