La Soia è una pianta erbacea annuale originaria dell’Asia centro-orientale. La pianta è molto ricca di isoflavoni, fito-estrogeni che, secondo la secolare medicina tradizionale asiatica, agiscono come sostituti naturali degli ormoni femminili senza provocare effetti collaterali. Per questa attività sono in grado di ridurre i sintomi legati alla menopausa.
La Cimicifuga (Actaea racemosa) è un’erba perenne caratteristica del Nord America. I suoi principi attivi agiscono sui sintomi del climaterio, quali vampate di calore, sudorazione. Irritabilità.
Il Magnesio è un minerale presente in grande quantità nel nostro organismo, soprattutto nelle ossa e nei liquidi intracellulari. È coinvolto in numerosi processi biologici quali la produzione di ATP, il metabolismo del glucosio, l’assorbimento di fosforo, calcio e potassio, la regolazione dell’omeostasi delle cellule del tessuto muscolare, nervoso e osseo. Il Magnesio agisce come distensivo di nervi e muscoli, diminuendo così l’irritabilità a livello del sistemo nervoso e la presenza di crampi e tensioni a livello muscolare. Si rivela inoltre efficace in caso di mal di testa, intestino irritabile, tachicardia e dolori gastrici. Il Magnesio interviene nella coagulazione sanguigna, nella produzione di energia e favorisce il mantenimento di un pH equilibrato nel sangue. L’integrazione di Magnesio nella nutrizione è particolarmente importante per coloro che praticano un’attività fisica intensa, per i pazienti in terapia con farmaci diuretici, durante la gravidanzae in tutti i casi di aumento del fabbisogno fisiologico. Bassi livelli di Magnesio nell’organismo determinano disturbi neuromuscolari (spasmofilia, difficoltà di concentrazione, insonnia, ecc.), malattie cardiocircolatorie e gastrointestinali.
Con il termine vitamina D si intendono alcune sostanze (secosteroidi) in grado di regolare il metabolismo minerale osseo e del calcio. Esistono due forme di vitamina D che, pur differendo minimamente per la loro struttura chimica, hanno un metabolismo molto simile. La Vitamina D3 o colecalciferolo è contenuta in piccola quantità in prodotti di origine animale, ma per la maggior parte è prodotta nella cute umana dopo irradazione ultravioletta a partire dal 7-deidro-colesterolo; Secondo le linee-guida SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) gli adulti sani dovrebbero assumere 1500-2300 UI/die e d’inverno ampia parte della popolazione italiana è a rischio ipovitaminosi D. I più giovani, gli anziani e i vegani/vegetariani sono le fasce più esposte e per cui è consigliabile l’integrazione dietetica. La vitamina D agisce a livello fisiologico sull’intestino e legandosi al suo recettore specifico (VDR), espleta le sue molteplici funzioni tra cui la prima, quella della stimolazione a livello intestinale dell’assorbimento di calcio e fosforo, per la mineralizzazione delle ossa del sistema scheletrico con la stimolazione della differenziazione degli osteoclasti, il riassorbimento del calcio nell’osso e la promozione della mineralizzazione della matrice di collagene. Oltre ad influenzare l’omeostasi delle ossa, provoca diverse risposte in altri tessuti e distretti tra cui encefalo, colon e cellule del sistema immunitario. Un punto importante è proprio la relazione tra vitamina D e sistema immunitario, essendo la carenza di vitamina D sempre più comune tra la popolazione, e portando, oltre a problemi a livello osseo, ad una maggiore suscettibilità a infezioni batteriche e virali, oltre che ad una manifestazione di patologie autoimmuni nei soggetti predisposti (quali diabete di tipo 1, sclerosi multipla, artrite reumatoide e lupus). Quindi, la vitamina D svolge un ruolo cruciale non solo nel mantenimento dell’omeostasi del calcio e delle ossa, ma anche nella modulazione delle risposte immunitarie innate e adattive, in particolareagendo sulle diverse cellule del sistema immunitario come neutrofili, macrofagi e cellule dendritiche, ma anche cellule B e cellule T: può agire sull’inibizione della proliferazione delle cellule B, bloccando la loro differenziazione assieme alla secrezione delle immunoglobuline e alla soppressione della proliferazione delle cellule T. Tutto questo si traduce come un possibile rallentamento dei processi infiammatori e dell’infiammazione a livello globale. La carenza di vitamina D è infatti associata a molte patologie croniche e autoimmuni, infezioni e alcune forme tumorali. Il suo ruolo è quindi di grande importanza tanto che bassi livelli ematici di questa sostanza sono correlati ad un aumento del rischio di mortalità. Un articolo pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition identifica il potenziale della vitamina D per il contributo alla buona salute del sistema adattivo e immunitario, alla secrezione e alla regolazione dell’insulina da parte del pancreas, alla regolazione cardiaca della pressione sanguigna, alla forza muscolare e all’attività cerebrale.
La Vitamina B6 svolge una funzione notevole nel metabolismo dei grassi e degli aminoacidi. È uno stimolante muscolare ed un protettore della pelle. È coinvolta nella sintesi di neurotrasmettitori e viene attivata in presenza di magnesio; è importante nella sintesi dell’emoglobina, della cistina per unghie e capelli; è coinvolta nella produzione di ormoni come l’adrenalina e l’insulina; è necessaria per la metabolizzazione delle proteine che introduciamo nel nostro corpo con l’alimentazione; provvede all’equilibrio nel corpo della bilancia sodio/potassio.
Il calcio viene assunto principalmente con la dieta, ma solo in parte viene assorbito dall’intestino (circa il 30%) mentre il resto viene eliminato con le feci. Un importante ruolo nell’omeostasi del calcio è svolto dal PTH (paratormone) che a livello dei tubuli renali permette il riassorbimento degli ioni calcio e a livello osseo favorisce il rilascio di calcio da parte degli osteoclasti, inoltre favorisce l’attivazione della Vitamina D che permette un maggiore assorbimento a livello intestinale. La funzione principale del calcio è di agire in concomitanza con il fosforo per la formazione e il mantenimento delle ossa e dei denti. Un’altra funzione importante è quella di creare delle riserve del minerale nelle ossa in modo che il corpo possa utilizzarle. La quantità di calcio contenuta nelle ossa varia continuamente secondo il tipo di alimentazione e i fabbisogni dell’organismo. La carenza di calcio, derivante da un insufficiente apporto dietetico o da un cattivo assorbimento intestinale, non produce sintomi evidenti nel breve e medio periodo. La carenza di calcio dipende da un processo di demineralizzazione dell’organismo e provoca dolori muscolari e scheletrici, debolezza, fragilità ossea e osteoporosi.